Psicoterapia

La Psicoterapia sistemico relazionale è attenta all’individuo visto nella rete delle sue relazioni familiari o di lavoro. L’approccio è molto utile in terapia di coppia, terapie familiari, consulenza di gruppo ma anche per una psicoterapia individuale, perchè permette sia al paziente che al terapeuta di avere una visione contestualizzata nella realtà sociofamiliare.

Se è necessario un sostegno momentaneo (es. lutti, separazioni, crisi adolescenziali, fasi di stallo decisionale, malattie croniche), l’intervento psicoterapeutico si può articolare in un numero limitato di incontri (5 o 10 sedute).

L’effetto delle sedute psicoterapiche viene potenziato dalla prescrizione di una terapia (omeopatica, fitoterapica o di Fiori di Bach) che aumenta la consapevolezza e il livello energetico della persona.

NEVROSI, ANSIA, FOBIE E OSSESSIONI.
Definizione e approccio omeopatico (brevi cenni ad alcuni rimedi)

I disturbi nevrotici entrano nella realtà quotidiana di tutti noi: sono le ansie, le insicurezze, le fobie, i rituali, i “ nervosismi “ che ( se rimangono entro limiti ragionevoli ) vengono accettati come parte della normalità della vita.
Una minoranza di persone ha disturbi nevrotici più seri, tanto da ostacolare la vita di tutti i giorni. Si definisce  NEVROSI  ( o PSICONEVROSI )  ogni situazione di malessere e sofferenza psicologica che non dipende da malattie organiche o psicosi e che sia indicativa di un CONFLITTI INTERIORE ANSIOGENO.
La sofferenza nevrotica è sempre dominata da un sintomo, l’ANSIA, attorno al quale si struttura il resto della sintomatologia.
Il CONFLITTO INTERNO dipende da “ ….contrasti o disarmonie (  palesi o recondite, recenti o remote )  con l’ambiente e con le finalità della persona “

I SINTOMI attraverso cui si esprime l’ansia nevrotica possono essere:

  • sintomi psichici
  • sintomi comportamentali ( insicurezza, indecisione, etc )
  • sintomi neurovegetativi ( sudorazione, tachicardia, etc )

I sintomi psichici, come ansia, ossessioni, fobie, a volte sono mescolati tra loro ma sono sempre avvertiti dalla persona come un ostacolo sulla via delle sue aspirazioni di vita.
Ossia il soggetto nevrotico distingue sempre con chiarezza tra le  proprie intenzioni ( normali) e i sintomi nevrotici ( disturbi ).
Il nevrotico quindi a differenza dello psicotico, ha coscienza del suo disturbo, anche se non   ne riconosce le cause.
L’ansia nasce come “  segnale di pericolo “  avvertito dall’Io del nevrotico rispetto alla presenza di  PULSIONI  E AFFETTI, tendenti ad ottenere soddisfazione, e contrastati da MECCANISMI DI DIFESA dell’Io.

Esempi di  CONFLITTI INTERNI:

  • Impulsività   contro   Ragione
  • Individualità contro   Socialità
  • Desiderio contro Paura (di desiderare)
  • Desiderio contro Senso di Colpa

L’ansia e l’ANGOSCIA  ( che è uno stato di ansia molto accentuato con depressione fino alla disperazione  )  sono generati da un conflitto interno non risolto, a volte non recepito razionalmente dal soggetto, e determinano una tale sofferenza da far scattare i MECCANISMI DI DIFESA.
Per esempio:

  • RINUNCIA CONSAPEVOLE alla pulsione ed ai desideri ( si paga con depressione e perdita di vitalità )
  • REPRESSIONE ( è inconscia, può essere distruttiva )
  • PROIEZIONE  ( attribuzione ad un altro dei propri desideri repressi, per esempio proiezione delle aspettative del genitore sul figlio )
  • FORMAZIONE REATTIVA ( compare un sentimento opposto, per esempio l’aggressività viene mascherata dalla sollecitudine )
  • SODDISFAZIONE SOSTITUTIVA ( partecipare con la fantasia alle esperienze soddisfacenti degli altri  )
  • SUBLIMAZIONE (  spostamento inconscio della pulsione entro canali consentiti, esempio sublimazione intellettuale  ).

Nelle FOBIE  si ha una condotta di protezione contro gli OGGETTI che SIMBOLIZZANO i CONFLITTI.

Le FOBIE hanno spesso un chiaro significato simbolico:
-Il timore di luoghi aperti ( agorafobia )  o di allontanarsi da un ambiente noto, esprime il più delle volte una situazione psicologica di insicurezza, di dipendenza dalla famiglia e/o di sensi di colpa collegati alla propria autonomia. ( difficoltà nello “svincolo” )
-In una giovane donna il timore dello sporco può talora nascondere la paura della sessualità o della gravidanza
-La preoccupazione di avere le mani sporche può essere legata alla presenza di colpe, vere o presunte, da cui  è necessario “ lavarsi “, etc.

Nelle OSSESSIONI si compiono  “atti magici di annullamento “  dei conflitti.

Negli STATI ASTENICI la lotta contro il conflitto conduce all’esaurimento psico fisico.

Nelle ISTERIE   la tensione conflittuale viene scaricata sul corpo. Attualmente al classica crisi isterica descritta e studiata da Freud è divenuta molto rara, prevalgono infatti quadri più intimi e meno dimostrativi.

Il CORPO  partecipa attraverso SINTOMI NEUROVEGETATIVI:

senso di costrizione precordiale, fame d’aria, nodo alla gola o allo stomaco, cefalea, tensione alle gambe, sbalzi pressori, tachicardia, iper-sudorazione, vomito, stipsi, diarrea.

In questi casi ( NEVROSI D’ORGANO ) non c’è mai un vero e proprio danno a carico degli organi come  si verifica invece nelle malattie psicosomatiche, anche se è intuitivo che anni di ansia, di stress che diventano cronici, possono determinare la comparsa di una malattia che non è più solo emotiva ma coinvolge anche pesantemente il corpo.

L’omeopatia nella cura dell’ansia, brevi cenni su Ignatia, il prototipo della nevrosi ansiosa.

IGNATIA E L’ANSIA

La persona che migliora con la somministrazione del rimedio omeopatico Ignatia è una persona mentalmente e fisicamente esaurita dagli esiti di uno shock, un trauma oppure da un dispiacere a lungo sofferto ( lutto, perdita del lavoro, delusione d’amore, etc ).
E’ estremamente ipersensibile al dolore, alle contrarietà e alle emozioni in generale.

Ignatia è il rimedio dell’emotività paradossale e contraddittoria:  presenta infatti repentine alternanze di riso e tristezza, di silenzio apatico ed emozioni molto accentuate.
Anche i sintomi del  corpo sono variabili e contraddittori, sproporzionati rispetto alla causa scatenante, polimorfi ( possono imitare qualunque malattia ), finalistici (ossia esprimono un isterismo di opportunità, una fuga nella malattia )ed eccessivi, cioè dimostrativi, teatrali.

Esempi : fame nervosa che non si calma mangiando; dolore alla gola che peggiora con l’acqua, migliora con il cibo solido; nausea che migliora mangiando; emorroidi con dolori rettali che peggiorano con feci molli; ride quando dovrebbe essere seria; durante la febbre ha sete nella fase del brivido e non con il calore.

I sintomi possono interessare qualunque organo ed apparato: digestivo, cardiovascolare ( nevrosi cardiaca, palpitazioni, ipertermia ) respiratorio, nervoso ( emicrania, cefalea, vertigini ), vascolare, genitale.

L’ansia è sempre presente.

1.

FOBIE  ED OSSESSIONI

FOBIA significa essere ostacolati da un’angoscia irrazionale e  invincibile per qualcosa che abitualmente non dovrebbe provocare tanto timore né ansia  ( paura sproporzionata ).
Il fobico è razionalmente consapevole che la sua paura è eccessiva ma non riesce a vincerla.
All’ansia si associano l’evitamento dell’oggetto e le variazioni psicofisiologiche come tachicardia sudorazione ed agitazione motoria.
Esempi:
–fobia degli spazi aperti, vissuta come timore di sentirsi male in mezzo alla strada
–fobia per gli spazi chiusi ( cantine ascensori gallerie autostrade ) o affollati ( cinema discoteche ) vissuta come timore di restare intrappolati o schiacciati
–fobia degli spazi alti e strapiombanti, spesso mascherata come “ vertigine”
–fobia per lo sporco, i ragni, le malattie, etc.

Differenza tra paure e fobie

Nella situazione di paura vi è un confronto con la realtà: se ho paura per esempio di salire su un aereo,     l’esperienza di volare  mi farà verificare che non mi succede nulla ( realtà ) oppure eviterò di volare e la paura, non più rinforzata dall’incontro con la situazione del volo, nel tempo tenderà a scomparire.
Se invece ho una paura così intensa che il semplice pensiero mi fa stare molto male, anche se l’aereo non cadesse agli effetti della fobia sarà “ come se  tutto avvenisse “ : l’ansia e il panico rafforzeranno comunque la fobia e la volta successiva sarà sempre peggio.
Alla fine la persona fobica non ha più paura di volare, ma ha paura della sua sofferenza per la paura di volare.

Un esempio  tipico si ha nei disturbi sessuali:
l’ansia di eiaculare prematuramente provoca l’eiaculazione precoce ed ogni volta il meccanismo si rinforza a causa dell’insuccesso precedente; nella donna invece l’angoscia per la penetrazione causa uno spasmo vaginale che rende dolorosa ed impossibile la penetrazione, rinforzando e confermando la fobia.

Chi soffre di fobia spesso ha difficoltà ad ammettere la sua ansia, anzi si “butta” ad affrontare la situazione fobica perchè “ è tutta una questione di volontà “, questo comprensibilmente può solo peggiorare il meccanismo fobico.
La persona fobica teme la propria impulsività ( repressa ) e nutre una profonda insicurezza  rispetto alla propria modalità di reazione, quindi il fobico non tollera la minima variazione nel proprio stile di vita routinario.
La famiglia in cui cresce il fobico si caratterizza per un’ eccessiva protettività, c’è timore e disagio ogni piccola variazione emotiva della vita del bambino con l’ossessione di conoscere “ ciò che sta accadendo “. Non viene affatto favorita la fase esplorativa durante la crescita del figlio che quindi ha difficoltà a muoversi emotivamente e fisicamente fuori dal “ nido “.

Quindi:
la fobia è il tentativo di difendersi rispetto alla propria ansia, allontanando l’occasione per il suo manifestarsi.

OSSESSIONE è invece essere ostacolati dal bisogno irrazionale e invincibile di compiere determinati atti, o di pensare qualcosa di specifico, o di astenersi da altri atti: è il bisogno di ripetere indefinitamente questo obbligo meccanico senza riuscire a trovare un appagamento.
L’atto ripetitivo della sua ossessione serve inizialmente al paziente a ridurre l’ansia, ma presto la RITUALITA’  si trasforma in DISTURBO, nel momento in cui il soggetto ne diventa prigioniero.
L’ossessione costruisce una barriera tra sé e l’ansia attraverso un labirinto di scongiuri, comportamenti controllati e ripetuti  meticolosamente che “ ingabbiano “ il momento del rischio per la persona.

Di base sia nelle FOBIE che nelle OSSESSIONI  vi è la paura di perdere il controllo o di impazzire che si manifesta nel contesto di una personalità eccessivamente rigida e razionale.
Le  emozioni sono represse, infatti pensare continuamente ad un’altra cosa ( sia un oggetto fobico sia un rituale ossessivo ) mi impedisce di pensare all’oggetto  che vorrei ma che non posso ottenere.