Ginecologia

In Ginecologia il rapporto tra ginecologo e paziente è un rapporto professionale delicato che affronta le diverse problematiche relative alla femminilità, dalla pubertà alla gravidanza, alla menopausa, non escludendo sessualità e realizzazione di sé.

Ginecologa specializzata, con studio a Napoli.

La donna, che da secoli nelle famiglie e nelle comunità è colei che ” si prende cura “della sua salute e molto anche di quella di anziani , bambini e familiari , chiede allo specialista non solo una “medicina” che guarisca , ma soprattutto che la guarigione sia dolce e duratura, senza effetti collaterali e senza  rischi .

Spesso la donna sente l’esigenza di essere accompagnata nelle fasi critiche della sua vita (  la pubertà , la prima gravidanza, il climaterio , la vecchiaia ) con un approccio che sia tecnicamente efficace , ma contemporaneamente accogliente, rassicurante e umanamente comprensivo.

Accade inoltre che la iper-specializzazione della Medicina Ufficiale , con  la conseguente parcellizzazione del sapere medico , costringano i pazienti a consultare più specialisti , a volte in contrasto tra loro , per un unico evento .

Per esempio in menopausa :

  • il ginecologo per le vampate
  • la sessuologa /psicologa per il calo della libido o la sindrome del nido vuoto
  • l’ortopedico per l’osteoporosi
  • il nutrizionista per l’aumento di peso e così via …

Tutto ciò , oltre ad essere dispendioso e faticoso , può anche creare confusione, disorientamento ed un eccesso di trattamenti farmacologici.

Di contro , le Medicine Non Convenzionali , come l’Omeopatia , ci offrono una chiave di lettura unitaria  ( e di terapia ) per eventi che interessano sia tutti i tre livelli dell’essere umano  (corpo , emozioni , mente ) sia uno solo dei tre (Olismo).

Ostetricia Napoli

La Medicina Naturale per la Gravidanza e l’Allattamento.

Una gravidanza che non arriva richiede un ascolto attento e partecipe alla sofferenza fisica ed emotiva della donna e della coppia.

Le Medicine non Convenzionali si utilizzano nei casi di sterilità inspiegata ( il 30% del totale ), quando altre terapie non danno risultato , ed anche come Medicine integrative da affiancare alle tecniche di Fecondazione Medicalmente Assistita , con la finalità di ridurre gli effetti collaterali , a volte molto pesanti dei trattamenti ormonali e/o riequilibrare lo stato emotivo della coppia .

Inoltre i farmaci omeopatici,  essendo efficaci e assolutamente sicuri in gravidanza e in allattamento , permettono di superare senza rischi quelle patologie che si presentano durante la gravidanza o l’allattamento , ( es. febbri , algie, coliche, nausea, allergie  etc)  che spesso non vengono trattate per l’assenza di farmaci allopatici sicuri .

Menopausa: sintomi e loro terapia con le medicine naturali.

MENOPAUSA è una parola di origine greca (men =mese + pausis = cessazione) con la quale definiamo un periodo della vita della donna caratterizzata dall’assenza del flusso mestruale per almeno 6-12 mesi consecutivi.

Nelle donne europee la menopausa si verifica tra i 45 e i 55 anni, con una media di 51 anni, ma non sono rari i casi di prolungamento del flusso anche fino ai 57-58 anni senza che ciò costituisca una malattia, mentre l’anticipo al di sotto dei 40 anni è  considerato una patologia (MENOPAUSA PRECOCE).

Si definisce PREMENOPAUSA il periodo (da 1 a 5-6 anni) che precede la scomparsa definitiva della mestruazione ed è caratterizzato da una graduale diminuzione dei cicli ovulatori,  ossia della fertilità. Le ovaie quindi continuano  a produrre estrogeni, ma non ovulano tutti i mesi, in conseguenza di ciò il progesterone  è carente.

Si crea un iper-estrogenismo relativo, che va a stimolare in modo non bilanciato la ghiandola mammaria e l’endometrio.

Non sono presenti le vampate (che compaiono solo quando l’estrogeno è carente), ma i cicli diventano irregolari, sia in senso ipo che iper ci  possono essere ritardi mestruali, o viceversa anticipi e mestruazioni più abbondanti o scarse del normale.

Inoltre la  mastodinia ( dolore al seno ) dura più dei soliti 4-5 gg premestruali e persiste anche dopo la fine del flusso.

Questo squilibrio ormonale  favorisce le neoformazioni benigne, come i polipi endometriali o cisti/noduli al seno,  che in caso di crescita eccessiva devono essere asportati chirurgicamente, perché suscettibili di trasformazione maligna.

In pre-menopausa quindi sono assolutamente controindicati i fitoestrogeni, ( ormoni derivati da vegetali come la soia o  il trifoglio rosso , la salvia) che potrebbero solo peggiorare  lo squilibrio ormonale .  Viceversa vi è l’indicazione all’uso di preparati  simil- progestinici  di origine vegetale ( come la dioscorea villosa ).

La prescrizione di fitoestrogeni (derivati dalla soia, trifoglio, salvia etc.) va richiesta al medico (ginecologo, omeopata o fitoterapeuta) che potrà valutarne accuratamente le necessità e gli eventuali rischi per la salute della donna,. Attualmente, invece,  non esiste alcuna normativa, per cui possono essere acquistati senza ricetta e propagandati per il trattamento della menopausa (!!!).

Il sintomo più frequente (e insopportabile) in menopausa sono le VAMPATE DI CALORE.

Presenti nel 60-80% delle donne in menopausa, persistono in genere per 5 o più anni dopo l’ultima mestruazione, anche se meno intense.

La frequenza giornaliera va da una a 10 o più ore al giorno e si presentano come una improvvisa sensazione di calore che in genere sale dal torace alla testa, seguita da sudorazione profusa. A volte è associata ad uno stato di ansia, a palpitazioni e difficoltà a concentrarsi.

Vi è una aumentata sensibilità al caldo ambientale ed un sonno più leggero e spesso interrotto e non riposante.

La caratteristica di questi sintomi neurovegetativi in  menopausa è la loro estrema variabilità, sia tra una donna e l’altra, sia per la stessa donna nella varie fasi della sua menopausa.

Questa variabilità ci indica che i sintomi della menopausa non sono unicamente dovuti alla perdita della funzione ovarica, altrimenti sarebbero uguali per tutti. Piuttosto esprimono un coinvolgimento più profondo della totalità della persona che affronta la “crisi di passaggio” dall’età fertile alla senilità, oltre che con il suo corpo anche con il suo carattere e la sua storia personale.

Una terapia che voglia accompagnare questo passaggio di vita, e curare eventuali patologie associate, ha più probabilità di successo se è individualizzata e personalizzata (v. OMEOPATIA)

Il CLIMATERIO (dal greco KLIMACTER = scalino) è la fase di passaggio dalla vita della donna della piena maturità sessuale alla senilità.

Comprende la PREMENOPAUSA, la MENOPAUSA (un anno di amenorrea) e la POSTMENOPAUSA (oltre i 55 anni), caratterizzata oltre che da amenorrea e vampate di calore, dall’inizio dei sintomi legati all’atrofia dei genitali, mammelle e della cute.

Spesso ci sono sensazioni di secchezza e bruciori vaginali, restringimento di vagina e ostio vulvovaginale con conseguente difficoltà/dolore ai rapporti sessuali (DISPAREUNIA).

I disturbi urinari sono frequenti, vi è un inizio di riduzione di massa ossea, un lieve irsutismo , legato alla persistente produzione di androgeni.

La riduzione della libido (desiderio sessuale) non sempre è presente, in quanto dipende dal testosterone (che è  ancora  prodotto dal surrene) e non dagli estrogeni.

La SESSUALITA’ IN MENOPAUSA risente piuttosto delle alterazioni distrofiche delle mucose genitali e delle variazioni emotive (prevalentemente depressive).

Molto frequenti  ( in più del 50% dei casi) sono le SINDROMI FIBROMIALGICHE E ARTROSICHE che aumentano in POSTMENOPAUSA.

Si tratta di sindromi dolorose a carico di muscoli, tendini ed articolazioni di collo, mani, schiena, anche, ginocchia, che vengono scambiate per sintomi di osteoporosi, con cui  invece non vi è nessuna relazione.

L’OSTEOARTROSI e la FIBROMIALGIA migliorano notevolmente con un’attività fisica tipo “ginnastica dolce“ ,con l’agopuntura, con terapie decontratturanti e antinfiammatorie (omeopatia, omeotossicologia, fitoterapia).

La DIETA deve essere personalizzata attraverso l’utilizzo di un PROFILO BIONUTRIZIONALE (IOMET) che permette di identificare carenze specifiche, eccessi di tossine  e radicali liberi, intolleranze alimentari.

ALIMENTAZIONE E STILE DI VITA

  • Aumentare l’attività fisica (se sedentaria) e l’esposizione al sole nelle ore consigliate  per migliorare la fissazione del calcio alle ossa.
  • Evitare il fumo e ridurre caffè ed  alcol (le donne che fumano vanno in menopausa in media 2 anni prima delle non fumatrici!).
  • Mantenere il peso forma (in menopausa si tende all’aumento di peso).
  • Modificare la dieta (che deve essere più basificante).
    • aumento di frutta, verdura, legumi, frutta secca
    • eliminazione del latte e riduzione dei formaggi di mucca (privilegiata pecorini e caprini)
    • riduzione delle proteine animali e degli zuccheri raffinati (sono acidificanti)
    • uso di acque minerali bicarbonato-calciche con un significativo residuo fisso (no alle acque oligominerali che depauperano l’osso di sali minerali preziosi)
    • aumento degli Acidi grassi Polinsaturi di buona qualità (w3-w6-w9), privilegiando quelli di origine vegetale o del pesce (sono utili per il cardiovascolare, la funzione ghiandolare, il sistema immunitario, la pelle)

Per quanto riguarda l’osteopenia e l’osteoporosi (ossia la perdita di massa ossea a carico principalmente di femore, vertebre e radio), essa può essere significativa dopo alcuni anni dall’inizio della menopausa , infatti entro i 5 anni successivi si può perdere dal 3 al 66% della massa ossea.

In realtà la perdita di osso inizia precocemente per ognuno di noi  : già dopo i 20 anni nella colonna vertebrale,dopo i 30 anni nella testa del femore.

La nostra massa ossea si forma esclusivamente durante gli anni della crescita e dell’adolescenza e non è incrementabile dopo questa età. In questo periodo la dieta dovrà essere particolarmente ricca di calcio, proteine, vitamine, fluoro, silicio, fosforo, magnesio.

Va incoraggiata l’attività fisica all’aperto, scoraggiato il fumo,  l’alcol e le diete “fai da te”,  soprattutto quelle non bilanciate che spesso sono collegate ad anoressia e/o all’ amenorrea ( assenza di ciclo per svariati mesi consecutivi).

Alcune malattie possono portare all’insorgenza di un’osteoporosi secondaria :      iperparatiroidismo  primario e secondario, insufficienza renale cronica, leucemie, ipertiroidismo, ipercortisolismo, alcolismo, metastasi ,diabete  ,menopausa precoce.

Anche l’uso di farmaci come cortisonici,  anticonvulsivanti, anticoagulanti, antiacidi contenenti alluminio, metotrexato, tiroxina, una prolungata immobilizzazione o una dieta eccessivamente acidificante sono tutti fattori che favoriscono la perdita di osso.

La MOC metodo DEXA (effettuata dopo 3-4 anni dalla menopausa e ripetuta dopo 1 anno) è l’esame più  specifico per definire la presenza di una eventuale OSTEOPENIA O OSTEOPOROSI e così  programmare  un  trattamento dietetico/farmacologico  personalizzato.

MENOPAUSA PRECOCE

Si definisce PRECOCE una menopausa che compare prima dei 40 anni.

La diagnosi clinica deve essere confermata da valori elevati di FSH ed LH associati a bassi dosaggi di estrogeno . Questi valori sono stabili e persistenti  nel tempo , e quindi devono essere ripetuti a distanza di qualche mese per la diagnosi di menopausa  precoce.

Le cause della Menopausa Precoce possono essere genetiche ( facilmente una madre o una sorella ne soffrono ) , autoimmuni, virali , (parotite) , batteriche(TBC) , malattie metaboliche(galattosemia ,mucopolisaccaridosi).  Logicamente possono essere anche la conseguenza di chemioterapie o radioterapie ( possibile la crioconservazione preventiva dei gameti ) o di una chirurgia demolitiva che ha associato alla isterectomia anche l’ovariectomia , in età fertile .

In una alta percentuale di casi (2/3 ) non  è possibile  allo stato identificare nessuna causa.

Sempre più studi  stanno evidenziando che in  questo gruppo rientrano sicuramente forme di disfunzione endocrina legate all’inquinamento  ambientale .

Esistono una molteplicità di sostanze chimiche , scarsamente studiate nei loro effetti sull’essere umano , e ancor meno conosciute nelle loro reciproche interazioni , che tuttavia vengono usate liberamente con scarsi controlli e diffuse nell’ambiente . Alcune come i DISRUPTORS endocrini ( o INTERFERENTI endocrini), sono conosciute da tempo nei loro effetti oltre che su ll’apparato genitale maschile e femminile, anche su prostata , tiroide,mammella.  Possono dare effetti mascolinizzanti nelle donna e femminilizzanti nei maschi , provocare sterilità , malformazioni congenite nel neonato , tumori ,   endometriosi ( una seria malattia cronica la cui frequenza è in notevole aumento ),  in definitiva interferire con lo sviluppo ,la crescita, la riproduzione e il comportamento sia nell’uomo che nelle specie animali .

Le sostante più conosciute del gruppo sono le DIOSSINE inoltre  ormoni di sintesi , prodotti chimici fitosanitari,  additivi per materiale plastico ( ossia possono essere presenti oltre che nel cibo , aria e acqua , anche in prodotti di uso comune come giocattoli, cosmetici , oggetti in plastica , mobili )

Esiste una sindrome, la Insufficienza  Ovarica  Precoce ( in inglese POF)  , che è caratterizzata da un’ attività ovarica intermittente che può prolungarsi per anni e successivamente diventare una Menopausa Precoce.

Durante questa fase le ovaie possono ancora produrre cicli ovulatori ( ossia la fertilità è presente) ma solo nel 5-10 % dei casi .  I  follicoli primordiali sono  infatti ancora evidenziabili ecograficamente ( attraverso la cosiddetta valutazione della riserva ovarica )e quindi possono ancora essere stimolati ed attivarsi . .  La regolarità dlele mestruazioni  in caso di POF è  particolarmente sensibile a qualunque situazione   stressogena  sia di tipo  psichico che fisico ., che squilibra il “sistema donna”.

In questi casi  sono particolarmente indicate  le cure omeopatiche  ,i Fiori di Bach ,  l’Agopuntura, ossia   tutte quelle terapie che mirano alla modulazione , alla regolarizzazione della funzione endocrina  , piuttosto che alla sostituzione della funzione ghiandolare  attraverso  l’utilizzo di ormoni   sintetici  ad alto impatto sull’organismo per gli effetti collaterali  ,la tossicità epatica , il  rischio neoplastico , ecc..

La menopausa precoce, oltre a presentare tutti i sintomi della menopausa fisiologica, a volte anche più intensi,  comprensibilmente ha un impatto molto forte sulla psiche e l’emotività della donna.

La Colposcopia

La colposcopia è un esame ambulatoriale, che deve essere eseguito da un ginecologo/a , e permette di osservare i genitali esterni, la vagina e il collo dell’utero, cioè quella parte di utero che si può vedere in fondo alla vagina. Nel caso in cui si trovasse un’area anomala, lo specialista praticherà subito un prelievo di tessuto (biopsia), per sottoporlo ad esame al microscopio (esame isto-patologico), che permetterà di fare una diagnosi. più accurata.

FAQ:

Serve l’anestesia? Questo esame è doloroso?

Assolutamente no: la parola “scopia” vuol dire solo “osservare”; in caso di biopsia, potrete sentire solo un leggero fastidio, provocato da un’eventuale anestesia locale (come dal dentista).  La   Colposcopia non è un esame invasivo

 In quali casi mi può essere proposta la colposcopia?

Per esaminare la vagina e il collo dell’utero dopo il risultato anomalo di un Pap-test;

Per scoprire la causa di un sanguinamento vaginale in associazione con l’ecografia pelvica ;

In presenza di un’ulcera o di altra anomalia, sulla vulva, nella vagina o sul collo dell’utero;

Per controllare nel tempo il grado e l’evoluzione di aree anomale del collo dell’utero (CIN, LSIS, HSIL):

Per confermare l’efficacia di un trattamento medico o chirurgico;

Nei casi di abuso sessuale.

La colposcopia viene usata per la prevenzione dei tumori, come il Pap-test?

No, in genere  questo esame non viene mai eseguito come “primo esame” o come esame di routine o di prevenzione, ma solo dopo aver eseguito un Pap-test .,Tuttavia la ginecologa  curante potrebbe riscontrare la necessità di effettuarla già durante la prima  visita , per  fare una diagnosi in caso di infezioni vaginali o per una sospetta  condilomatosi , rimandando il pap test ad un secondo momento . .

Come si esegue questo esame?

Vi faranno accomodare sul lettino nella classica posizione ginecologica e la ginecologa dopo aver controllato la pelle della vulva ( VULVOSCOPIA) ,guarderà la vagina ed il collo dell’utero attraverso le lenti del colposcopio:  questo strumento assomiglia a un binocolo e ingrandisce da 2 a 60 volte quello che si osserva, consentendo di rilevare anomalie che possono sfuggire alla vista. Alcuni colposcopi possono essere collegati a una macchina fotografica o a una videocamera, per ottenere immagini da archiviare.

Per eseguire al meglio questo esame, è necessario che le pareti della vagina e la superficie del collo dell’utero vengano bagnate con un batuffolo di cotone, imbevuto di particolari sostanze volatili ( acido acetico e liquido di Lugol ) ,innocue, che hanno la capacità di mettere maggiormente in risalto le aree anomale che potrebbero osservarsi.

Le eventuali biopsie, uniche o multiple, servono a stabilire con precisione se si è in presenza di semplici infiammazioni, di cellule precancerose (cioè che potrebbero evolvere in cancro) o già cancerose. Le biopsie verranno praticate sulle aree anomale identificate attraverso i due coloranti ( Biopsie mirate )

Quanto tempo dura la colposcopia?

Circa 10 minuti, qualche minuto in più se viene eseguita una biopsia. Ricordatevi che se vi agitate, trattenete il fiato o contraete i muscoli delle cosce, l’esame diviene più fastidioso e più difficoltoso, quindi più lungo.

Dopo questa procedura avrò perdite di sangue?

Se non saranno praticate biopsie no, altrimenti potreste avere delle leggerissime perdite di sangue, per pochi giorni.

Come dovrò prepararmi all’esame?

Non dovete usare lavande, ovuli, creme e tamponi interni nei 2 giorni precedenti; non fate l’esame in periodo mestruale né in presenza di perdite di sangue, perché questo potrebbe impedire una buona visione; non effettuate la colposcopia in presenza di perdite vaginali e/o di febbre; può essere utile urinare prima dell’esame, dato che la vescica piena rende l’esame più fastidioso.

Nei giorni dopo l’esame devo avere qualche accortezza particolare?

Solo se sono state praticate biopsie è bene evitare i rapporti sessuali, bagni caldi e assorbenti interni per una settimana, al fine di favorire la guarigione della piccola ferita interna.

La  ginecologa ha detto di avermi trovato un “ectropion”: cos’è?

L’ectropion o “piaghetta” è solo una piccolissima porzione di tessuto della parte interna del collo uterino, che “sporge” verso l’esterno e che si nota facilmente perché è di un colore rosso più intenso della parte esterna del collo visibile in vagina. Non è pericoloso, ma poiché questo tessuto non dovrebbe stare all’esterno, è delicato e può diventare sede di un’infezione o creare piccole perdite di sangue e lievi dolori, durante i rapporti. In questo caso lo si può eliminare con una “bruciatura” (diatermocoagulazione), col bisturi elettrico o con un laser.

La mia  ginecologa non ha voluto bruciarmi subito la “piaghetta”: devo rivolgermi a d un altra?

No, spesso l’ectropion scompare spontaneamente: si toglie solo se dà fastidi o se lei ha proprio paura a tenerla; le avrà consigliato senz’altro di farsi ricontrollare dopo 3-6 mesi.

Bruciare una “piaghetta”, può creare problemi a una successiva gravidanza?

Assolutamente no, né a una gravidanza normale né a un’inseminazione artificiale di qualunque tipo.

Questo ectropion può predispormi al cancro?

L’ecropion in sé non predispone al tumore della cervice uterina, ma, come il resto della cervice, può diventare sede di alterazioni cellulari (CIN, LSIL, HSIL), che sono predisponesti al cancro e rilevabili con il Pap-test-

Oltre ad “ectropion”, ci sono altri termini per definire la piaghetta?

“Erosione cervicale” o “ectopia”

Il Pap Test – Thin Prep Paptest – Test Hpv

Il Pap Test , o “striscio” è un esame indispensabile per diagnosticare la presenza di alterazioni del collo dell’utero ( cervice) , ossia quella parte dell’utero che sporge in vagina ed è la più soggetta al tumore maligno ( cervicocarcinoma).

L’ introduzione del PAP test nella routine del controllo ginecologico annuale , ha permesso in questi ultimi decenni di salvare molte vite, ha infatti ridotto del 50% l’incidenza del KA cervicale. Il Pap Test viene infatti utilizzato per la diagnosi precoce ( prevenzione secondaria ), ed essendo non doloroso , non invasivo ,di basso costo , di facile esecuzione è un importantissimo esame di screening .per la donna .

La sensibilità del Pap è dell’ 81’8% , altrettanto la sua specificità : questo significa che anche se è ben eseguito e refertato vi possono essere comunque sia falsi positivi che falsi negativi .( circa nel 20% dei casi ) .

Il Thinprep Pap Test rappresenta un miglioramento rispetto al tradizionale Pap Test .

Infatti, invece di strisciare le cellule sul vetrino che sarà poi colorato ed esaminato dal citologo , nel caso del Thinprep lo specialista immerge la spatola del prelievo in un liquido di conservazione .

Le cellule da esaminare vengono facilmente separate da sangue e muco , eventualmente presenti nel campione.

La boccettina conserva fino a 30 giorni altre cellule , che potranno permettere altri test ( come per esempio la ricerca dell’HPV ) senza dover ripetere il prelievo .

Vi è quindi una maggiore sensibilità diagnostica con il Thinprep , anche se un maggior costo . Alcuni citologi continuano a preferire il Pap Test . Sarà lo specialista ginecologo , a seconda del le esigenze della paziente e della sua storia clinica a consigliare il Pap test , il Thin prep o ancora il Test DNA HPV , ossia la ricerca del papillomavirus , con eventuale tipizzazione ,per identificare la presenza in vagina di ceppi ad alto rischio .

Il test HPV è da alcuni consigliato , oltre che nel followup delle lesioni già identificate con citologia e colposcopia e già trattate , anche come test di I livello per la sua alta predittività nei confronti del CIN2. e per la sua sensibilità che arriva al 94 ,8 %.

Il carcinoma della cervice uterina rappresenta a tutt’oggi un importante problema sanitario : a livello mondiale è il secondo tumore maligno in ambito femminile , con circa 500.000 nuovi casi stimati all’anno ( nel 2002) a livello mondiale , nell’80 % a carico dei paesi in via di sviluppo .

In Italia questo tumore rappresenta il 2% di tutti i tumori femminili , con 3500 casi e 1200 morti Per anno

L’incidenza di questo tumore è in costante diminuzione , proprio grazie all’introduzione dello screening con il pap test .

Infatti siamo passati da un’incidenza di 13,7 casi ogni 100.000 donne nel 1980 , al 8,6 nel 2003­2005 , fino al 4,2 per 100000 donne nel 2012 .

Anche la mortalità è diminuita , visto che lo screening oncologico identifica sia i KA in fasi più precoci , sia le lesioni precancerose che vengono trattate prima della trasformazione in cervicocarcinoma

Dal 1996 la Commissione Oncologica Nazionale ed il Ministero della Salute raccomandano di ripetere il pap test ogni 3 anni , tra i 25 e 64 anni . La ripetizione del Pap Test dopo 36 mesi permette di prevenire il ka del collo dell’utero nel 90 % dei casi.

Tuttavia in considerazione dei falsi negativi (20%) e con lo scopo di prevenire quelle infiammazioni croniche del collo dell’utero che possono favorire le lesioni precancerose , è buona norma  effettuare il PAP test o il Thinprep Pap test  annualmente , a partire da un anno dopo l’inizio dei rapporti sessuali .  

Si è visto che la ripetizione del Pap Test dopo 12 mesi aumenta la prevenzione fino al 95 %.

FAQ:

–Quanto tempo devo aspettare per il risultato?
In genere sono sufficienti 5-7 giorni.

–Come devo comportarmi prima di effettuare il Pap-test?
Non si devono fare lavande interne né usare ovuli né avere rapporti sessuali nelle 48 ore precedenti l’esame.

–Il Pap-test è doloroso?
No, dopo aver introdotto lo speculum la ginecologa gratterà via dal collo uterino le cellule da inviare al citologo, ma questa zona del corpo ha una scarsissima sensibilità.

–Sui risultati che mi hanno consegnato ho letto CIN, che significa?
La sigla CIN significa che è stata trovata una lesione precancerosa:  CIN 1 significa basso potenziale di trasformazione maligna, CIN 3  alto potenziale.

Recentemente è stato adottato un altro sistema di classificazione: LSIL corrisponde al CIN 1, o displasia lieve. HSIL  corrisponde al CIN 3 o displasia grave.

Altre sigle che è possibile trovare nelle risposte al PAP test sono: ASCUS o AGUS.  In questi casi sono state trovate cellule che non rientrano nelle due categorie suddette (displasia lieve o grave ), ma in una categoria intermadia, meno grave,  che però richiede ulteriori approfondimenti.

Le pazienti con diagnosi citologica di ASCUS hanno però una previsione dal 5% al 17% di avere in realtà sul collo dell’utero una seria lesione come la CIN 3. Nel caso dell’ASCUS, pur non trattandosi di una lesione precancerosa propriamente detta vi sarà consigliato di sottoporvi a colposcopia  oppure di effettuare un HPV test per la ricerca di ceppi ad alto rischio.  In caso di positività del test la paziente dovrà comunque effettuare una colposcopia.

Quindi le donne con un PAP test anormale vanno inviate alla Colposcopia, esame di II livello, che rappresenta una guida per l’esecuzione di biopsie mirate. Questa biopsie inviate all’anatomo –patologo potranno confermare o meno il risultato del PAP test. e quindi orientare l’eventuale trattamento locale.

Lo scopo del trattamento, distruttivo o escissionale ( terapia a radiofrequenza, laserterapia, LEEP, conizzazione )  è di eliminare  lesioni potenzialmente evolutive, ma in ogni caso il trattamento anche per lesioni di alto grado, sarà il più conservativo possibile.

Infezione da HPV

Dal 1999 l’ OMS riconosce il Ka cervicale come la prima neoplasia maligna ad essere  riconducibile totalmente ad una infezione virale  : l’infezione da HPV –HR ( ad alto rischio ) è la condizione necessaria per l’insorgenza di questa neoplasia .

I 13 tipi di virus HR più comuni sono responsabili del 98 % dei carcinomi invasivi , nel mondo .

Si conoscono circa 200 tipi di papilloma virus, ma tra questi solo una quarantina sono associati a patologie del tratto anogenitale , sia benigne che maligne ..

I tipi di HPV sono stati classificati in ceppi a basso o alto rischio oncogeno  a seconda della loro capacità di determinare lesioni che negli anni , se non curate , possono evolvere in tumore .

I ceppi HR più diffusi nella nostra popolazione sono meno di 20  ( su 200 ) .

L’infezione da HPV è molto diffusa nella popolazione ( fino al 50% delle donne sessualmente attive viene in contatto con un ceppo HR nel corso della vita ) , ma la stragrande maggioranza delle donne guarisce spontaneamente ( dal 70 al 90 %)., ossia il sistema immunitario mucosale elimina l’infezione . Ciò spiega il fatto che avere  il  solo TEST HPV positivo mentre  pap test e colposcopia  sono negativi ( ossia normali )  , non significa malattia  in atto , ma  significa semplicemente la   presenza del virus in una cavità corporea , dove il sistema immunitario sta “ lavorando”  per eliminarlo .

D’altra parte  la persistenza di infezioni da HPV_HR ( ceppi ad alto rischio persistenti ) può determinare negli anni successivi , se non diagnosticata o curata ,  delle lesioni cancerose.

Questa evoluzione negativa   è favorita da fattori predisponesti quali :

il fumo, l’elevato numero di partner ,l’esposizione ad estrogeni ,la coinfezione con altre malattie sessualmente trasmesse , come la Clamydia , la Gonorrea ,   Trichomonas , Herpes , Virus dell’Epatite  B e C etc.

Possiamo quindi dire , assieme all’Istituto Superiore di Sanità , che   :  “ Il carcinoma della cervice uterina è una conseguenza rara di una infezione comune “

LA DISMENORREA

La  dismenorrea  ossia la mestruazione dolorosa,  può essere PRIMARIA  o SECONDARIA.

La  DISMENORREA PRIMARIA si manifesta solo nei cicli ovulatori, quindi in genere compare dopo qualche mese dal menarca ( primo flusso mestruale ).

Il dolore è dovuto ad un eccesso di  PROSTAGLANDINE PROINFIAMMATORIE ( PGE-2), che favoriscono un aumento della contrattilità uterina ( dolore crampiforme ).

In genere il dolore dura 48-72 ore e spesso scompare dopo il primo parto.

E’ possibile RIDURRE IL DOLORE  già con una dieta povera di grassi animali e

di  alcool, con l’astensione dal fumo e la correzione di eventuali carenze di Sali

minerali o Oligoelementi  come il rame e il magnesio.

Anche la SINDROME DEL COLON IRRITABILE , spesso associata alle intolleranze alimentari  contribuisce al sintomo” dolore mestruale “.

L’integrazione alimentare effettuata con  ACIDI GRASSI POLINSATURI    (omega 3- omega 6 ), presenti  per esempio nell’olio di ENOTERA, riequilibra il rapporto tra le prostaglandine antinfiammatorie, PGE 1,e quelle infiammatorie, PGE2.
Ciò ha un effetto antinfiammatorio e antidolorifico, e inoltre contrasta l’iperestrogenismo che è spesso responsabile della SINDROME PREMESTRUALE e della DISMENORREA.

La DISMENORREA SECONDARIA  è invece conseguente a svariate patologie che possono interessare la pelvi:

  • malformazioni uterine
  • endometriosi e adenomiosi
  • infiamazioni ed infezioni genitourinarie
  • cisti ovariche e fibromi uterini
  • tumori
  • varicocele pelvico
  • patologie del colon
  • esiti aderenziali

La CURA  della  DISMENORREA SECONDARIA in questo caso coincide con la terapia medica o chirurgica della patologia che sta alla base.

Per la diagnosi possono essere necessari esami anche di secondo livello come per esempio isteroscopia, laparoscopia, ecografia 3D, eccetera.

CURARE LA DISMENORREA CON LE MEDICINE NATURALI

Innanzitutto sarà necessario tenere presenti diversi fattori:

  • L’eziologia medica in senso stretto, ossia le cause ( vedi sopra )
  • Le caratteristiche del dolore  (  tipo, irradiazione, localizzazione, decorso cronologico, modalità di peggioramento / miglioramento )
  • I sintomi accompagnatori  ( svenimenti, nausea,. vomito, cefalea, sudorazione )
  • Le caratteristiche del flusso mestruale (intensità, colore, fluidità, decorso )
  • La concomitanza di una SPM ( sindrome premestruale )
  • I sintomi psicosessuologici:   la vita sessuale, conflitti di coppia o familiari, lo stress psicosociale, l’atteggiamento culturale verso il “ femminile “, etc.

….. in poche parole durante l’intervista alla paziente sarà utile raccogliere tutte queste informazioni che ci permetteranno di prescrivere una terapia quanto più “personalizzata“ possibile

Inoltre è sempre consigliabile associare alla prescrizione del /dei farmaci adatti anche una serie di consigli relativi all’alimentazione, allo stile di vita,all’attività fisica e soprattutto alla pratica di metodiche di rilassamento e gestione del dolore, scelte tra le più adatte a quella paziente.

L’uso di integratori alimentari come acidi grassi polinsaturi, antiossidanti, vitamine, oligoelementi, fitormoni, etc, prescritti dal medico nella sequenza e nel dosaggio più corrette, aumenterà l’efficacia delle terapie.

OMEOPATIA  E DISMENORREA

I rimedi omeopatici possono essere utilizzati sia durante la fase acuta della mestruazione dolorosa sia nelle fasi intercorrenti,  cioè nell’intervallo  tra le mestruazioni.

1) Nelle FASI ACUTE della dismenorrea i farmaci più frequentemente utilizzati sono:

Belladonna, Camomilla, Colocynthis, Caulophyllum, Cimicifuga, Coffea, Ignatia, Magnesia Phosphorica, Veratrum Album, Viburnum Opulus.

Esaminiamoli nelle loro caratteristiche……

BELLADONNA

Dolori violenti, mestruazioni emorragiche, sangue caldo rosso, con coaguli neri e maleodoranti. Ipersensibilità a luci, rumori, scosse, odori.

Sensazione di peso o pressione verso il basso, in vagina ( bearing down )

Fitte all’ovaia destra.

CHAMOMILLA

Ipermenorrea con grossi grumi di sangue scuro. La dismenorrea comincia prima del flusso con crampi ipogastrici.

Umore molto irritabile, non sopporta il minimo dolore.

COLOCYNTHIS

Flusso poco abbondante, la dismenorrea migliora piegandosi in due, a riposo, con il calore, con la pressione. Peggiora invece con il freddo, le contrarietà, la collera ( che possono anche arrestare il flusso )

Ovaralgia sinistra

CIMICIFUGA ( ACTEA RACEMOSA )

Flusso abbondante con dismenorrea proporzionata al flusso  Il dolore si irradia al dorso ed alle cosce, attraversa il bacino da un lato all’altro.

Endometriosi. Ovaralgia sinistra. Dolore sotto il seno sinistro. Con le mestruazioni si accentuano i dolori nevralgici, spasmodici, la cervicalgia.

CAULOPHYLLUM

Dolori mestruali spasmodici intermittenti. Il flusso in genere è scarso. Dismenorrea del primo giorno, dismenorrea da utero retroversoflesso, spasticità del collo uterino.

Irradiazione al seno sinistro, stato spastico vescicale, rettale, bronchiale, laringeo, durante le mestruazioni o in fasi particolari come pubertà, aborto, parto o menopausa.

Alitosi durante il flusso, reumatismo alle piccole articolazioni delle mani e dei piedi.

COFFEA

Dolori spasmodici e insopportabili durante l’espulsione di coaguli neri.

Insonnia eccessiva per effetto del caffè,  irritabilità, esaltazione, inquietudine, ricchezza di idee.

Emozioni anche piacevoli aggravano il dolore 

IGNATIA

Dolori mestruali spasmodici con caratteristiche di variabilità da una mestruazione all’altra.  Emicrania “ a grappolo” prima del flusso.

Nevrosi d’ansia,  psicosomatizzazioni. Sintomi paradossali e contraddittori. Mentalmente e fisicamente esaurita per preoccupazioni, delusioni affettive, lutti, etc.

Disturbi neurovegetativi. ( svenimenti, sbadigli, senso di fame alle 11)

MAGNESIA  PHOSPHORICA

La dismenorrea inizia prima del flusso, violenta, crampoide.

Migliora molto con applicazioni calde, piegata in due, con la pressione forte e il movimento. Irradiazione lombare, alle cosce e all’inguine.

Ovaralgia destra.

Mestruazioni anticipate, scure, abbondanti.

VERATRUM ALBUM

Dolori con tendenza al collasso, allo svenimento, vomito e diarrea con grave prostrazione e sudori freddi. Miglioramento con il caldo.

Mestruazioni anticipate, abbondanti e debilitanti.

VIBURNUM OPULUS

Farmaco dei “parossismi”.  Crampi premestruali.

La dismenorrea inizia in zona lombare, poi si irradia a cintura in avanti e in basso ( alle cosce e ai polpacci ). Nausea durante le mestruazioni.

Grande eccitazione nervosa e sensazione che il cuore e il respiro si blocchino per il dolore.

Sintomi urinari riflessi. Bearing down.

2) Nelle FASI INTERCORRENTI è preferibile utilizzare il RIMEDIO  COSTITUZIONALE,  DI FONDO , che l’ omeopata prescrive dopo un’attenta visita generale che permette di individuare la esatta tipologia della paziente . I RIMEDI COSTITUZIONALI più frequentemente prescritti per la dismenorrea cronica sono:

Sepia, Thuya, Platina, Pulsatilla, Natrum Muriaticum, Lachesis, Kali Carbonicum, Zincum.

Alcuni esempi:

SEPIA

La dismenorrea comincia 4-5 giorni prima del flusso e prosegue per tutta la sua durata. Vi è una sensazione di pesantezza dell’utero avvertita in vagina ( bearing down ) e la donna cerca di alleviare questa sensazione stando seduta e incrociando le gambe.

Prima del flusso vi è una riacutizzazione della micosi vaginale ( Candida )

Irradiazione del dolore verso la schiena.

S.P.M. ( Sindrome Pre Mestruale ) caratterizzata da grande irritabilità, aggressività verso il partner e rifiuto del coito.

KALI CARBONICUM

Astenia, sudorazione, lombalgia.

Edemi palpebrali e al viso prima del flusso.

Ciclo anticipato. Stipsi prima e durante la mestruazione.

Dolori pungenti alla schiena e all’utero che migliorano con la borsa d’acqua calda e il movimento.

ZINCUM

Irrequietezza, stanchezza, esaurimento muscolare e psichico.

Sindrome dei ”piedi sempre in movimento”

Cicli in anticipo, più abbondanti di notte , incontinenza urinaria e miglioramento generale quando compare la mestruazione

Ovaralgia sinistra.

Cisti ovariche ed Omeopatia

Premesso che  qualsiasi tumefazione ovarica , sia mono che bilaterale, va studiata con tutti i mezzi della moderna diagnostica   per arrivare ad una corretta diagnosi  (   visita ginecologica, ecografia trans vaginale , eco 3D,  markers ovarici , dosaggi ormonali ),  le cisti ovariche diagnosticate benigne  , comprese le cisti endometriosiche ,   possono essere curate con l’omeopatia .

In genere le cisti ovariche  si formano per squilibri ormonali ( sono infatti molto comuni in pubertà e  premenopausa)  o per  stati infiammatori pelvici e intestinali (annessiti , coliti, colon irritabile).

Spesso le cosiddette cisti funzionali scompaiono spontaneamente con il ciclo successivo , ma anche in questo caso  visto che tendono a riformarsi è sempre consigliabile iniziare una cura .

Alcuni dei rimedi più frequentemente utilizzati sono:

THUYA

Dolori all’ovaia sinistra, pungenti e violenti , con irradiazione all’inguine. Costringono la paziente a fermarsi o sdraiarsi , in genere sono presenti anche polipi , condilomi ,fibromi , mastopatia, con vaginiti di tipo batterico o micosi recidivanti .  Ovaie policistiche,  irsutismo , cellulite.       Dal punto di vista caratteriale la donna Thuya tende  ad essere un po’ rigida , con una tendenza a leggere ossessioni, per cui tende a ripensare sempre le stesse cose che la preoccupano, ha una sensazione di fragilità, di debolezza e il bisogno di mantenere una immagine sociale integra , onesta .

APIS

Cisti ovariche destre , che si formano rapidamente, dolore localizzato , bruciante , che migliora con applicazioni fredde.  In genere coesistono edemi , gonfiori .  Soggetto allergico ( orticaria, edema palpebrale, linfangiti ). Caratterialmente vi è ipersensibilità , gelosia e possessività , paura della morte.

LYCOPODIUM

Cisti ovarica destra in una donna con disturbi epatici o che ha un’amenorrea  post-pillola. Sindrome premestruale con disturbi come nausea, meteorismo nella parte bassa dell’addome. Mestruazioni in genere in ritardo , secchezza vaginale, aggravamento di tutti i sintomi tra le 16 e le 20. Donna collerica , esigente , ambiziosa ed intelligente , spesso in conflitto con il maschio. Buongustaia, desidera dolci.

La cura omeopatica nelle forme croniche  utilizza sia rimedi sintomatici  ( paragonabili agli antinfiammatori e antidolorifici della medicina tradizionale ), sia rimedi cosiddetti costituzionali o di fondo .  Questi ultimi agiscono modificando la tendenza profonda dell’organismo ad ammalarsi ,  per cui impediscono le recidive .  La prescrizione del Rimedio di Fondo richiede la competenza del Medico Omeopata .

FIBROMI UTERINI

I fibromi, o miomi, sono lesioni benigne e frequenti che si manifestano nella donna tra i quaranta e i cinquant’anni; la loro comparsa è favorita dall’esistenza di un terreno iper-estrogenico. I fibromi si sviluppano nelle fibre muscolari lisce del miometrio.
Durante il periodo di attività ovarica, i fibromi possono essere associati ad altri stati patologici, come l’endometriosi e l’iperplasia cistico-ghiandolare dell’endometrio; in caso di gravidanza o di terapia estroprogestinica si sviluppano più velocemente. Con la menopausa regrediscono.
I fibromi del corpo uterino sono i più frequenti (95% dei casi); il loro volume può variare da un minimo di 1-2 centimetri, a dimensioni molto maggiori. I fibromi di piccola dimensione sono spesso multipli, oppure singoli.

I fibromi del collo e dell’istmo, molto più rari, possono svilupparsi nel legamento largo e provocare la compressione delle vie urinarie.

A seconda della situazione dei miomi nel muscolo uterino si distinguono:

  1. i noduli intramurali, che si sviluppano nel miometrio e provocano deformazioni a volte gravi;
  2. i noduli sottosierosi, situati al di sotto del peritoneo viscerale dell’utero, spesso peduncolati. Sono causa di complicazioni di natura meccanica, come rottura, emorragie, torsione sul peduncolo;
  3. i noduli sottomucosi meno frequenti, possono essere peduncolati. Questi polipi fibrosi sono spesso causa di emorragie se invadono la cavità endometriale, e di perdite maleodoranti, se si estendono verso il collo.

CLINICA

I fibromi sono spesso asintomatici e solo un esame ecografico permette di individuarli. La paziente può presentare emorragie uterine, menorragia o senso di pesantezza pelvica premestruale.

Nel 20% dei casi è presente pesantezza pelvica.

Più frequenti sono i disturbi urinari. La pollachiuria, diurna, senza bruciori, è dovuta a compressione della vescica, degli ureteri o a un’irritazione del trigono. Spesso si osserva la comparsa di ritenzione urinaria in periodo premestruale.

Le sterilità è raramente dovuta ad un fibroma, a meno che esso non comprima la porzione interstiziale delle tube.

L’isterectomia sistematica, molto praticata fino ad alcuni anni fa, oggi è messa in discussione. Viene consigliata quando il mioma è troppo grande o è causa di compressione o d’infezione. Tuttavia l’intervento chirurgico è indispensabile quando si ha un rapido aumento di volume del fibroma. In pre-menopausa è possibile che il volume non aumenti e si possa evitare l’isterectomia. Un atteggiamento di attesa prevede comunque controlli ogni 6-12 mesi.

LA TERAPIA OMEOPATICA

Offre possibilità molto interessanti nella terapia di queste affezioni benigne.

I fibromi piccoli rispondono ad una terapia di terreno.

I fibromi più grandi sono meno sensibili alla terapia, ma è possibile sopprimere i disturbi più fastidiosi (pesantezza pelvica, emorragie uterine, ecc.) arrestando la crescita del fibroma ed evitando così in numerosi casi l’intervento chirurgico.

ALCUNI RIMEDI UTILIZZABILI

FRAXINUS AMERICANA: importante rimedio del fibroma, della congestione uterina con senso di pesantezza pelvica e della ptosi (idrorrea, leucorrea ed emorragia).

AURUM MURIATICUM NATRONATUM: usato di frequente in climaterio nella donna ipertesa, in forte soprappeso. Le emorragie portano sollievo alla paziente che le sopporta molto bene. Leucorrea gialla, irritante, con bruciore. Fibromi voluminosi, duri. Condilomi, papillomi vulvari.

CALCAREA FLUORICA: fibroma duro, di consistenza simile alla pietra. La paziente prova sensazione di pesantezza pelvica. Rimedio del gozzo, della mastosi, delle adenopatie, delle alterazioni del tessuto osseo (artrosi, espostosi, ecc.) e del tessuto elastico (varici, angiomi, ecc.).

IODUM: fibroma in una paziente bruna, ipertiroidea, ansiosa, irritabile, agitata e dimagrita. Mestruazioni irregolari, abbondanti, debilitanti. Leucorrea estremamente irritante. Ovaralgia a destra, mastosi .

LACHESIS: vicino alla menopausa i segni clinici di Lachesis si accentuano, con la possibile comparsa di gozzo e fibroma. La paziente migliora nettamente sia a livello fisico che psichico con l’arrivo delle mestruazioni, Il rimedio è caratterizzato dall’intolleranza alla costrizione ( colli alti, cinture)  e dalla loquacità.

SABINA: rimedio della sicosi (condilomi, verruche, polipi) delle mestruazioni emorragiche e prolungate, di sangue rosso-vivo, con coaguli. Dismenorrea,  lombosacralgia che si irradia dall’osso sacro al pube e alla parte anteriore delle cosce. Leucorrea maleodorante dopo le mestruazioni. Fibromi emorragici.( con coaguli di colore più scuro). Rimedio complementare di Thuya, ne potenzia l’efficacia.

THILASPI BURSA PASTORIS: la paziente ha mestruazioni abbondanti e prolungate, con inizio lento il primo giorno e con comparsa di vomito il secondo. Crampi emorragici all’utero con coaguli scuri. I sintomi si accentuano un mese sì e uno no. Cistiti croniche. Litiasi renale.

MILLEFOLIUM e ARNICA: due rimedi preziosi in caso di emorragie. Vanno prescritti in occasione di interventi chirurgici.

CHINA: paziente anemica, debilitata: metrorragia con pesantezza alla regione pelvica e gonfiore addominale. Il flusso sanguigno presenta coaguli grossi e scuri.

SEPIA: Fibroma con pesantezza pelvica. Prolasso uterino, leucorrea. Prolasso della vescica, cistiti, infezione renale. Depressione, insufficienza epatica.

LILIUM TIGRINUM: fibroma con pesantezza pelvica. Prolasso uterino, retroversione. Le mestruazioni sono scarse e compaiono soprattutto di giorno. Leucorrea irritante ed eccitazione sessuale. Tenesmo vescicale con cistalgia.

RIMEDI DI TERRENO

THUYA: paziente soggetta ad ossessioni, fobie, fissazioni. Di costituzione idrogenoide, presenta numerose proliferazioni (verruche, condilomi, polipi e fibromi). L’addome è gonfio e la paziente ha la sensazione di avere qualcosa di vivo nel ventre. Violento dolore all’ovaia sinistra. Nevralgia pelvica, sciatica da compressione.

SILICEA: rimedio tubercolinico adatto ad una paziente freddolosa, debole, smagrita, facile alle infezioni, debilitata fisicamente e psichicamente, sfiduciata. Le mestruazioni sono abbondanti, con brividi di freddo e stipsi, l’utero si presenta indurito, la leucorrea ha un aspetto lattiginoso ed è irritante.

POLIPI UTERINI

POLIPI DEL COLLO DELL’UTERO

Sono escrescenze benigne peduncolate dell’endocervice. I sintomi clinici sono poco evidenti; di solito vengono diagnosticati durante una visita ginecologica oppure sono segnalati dalla comparsa di modeste perdite ematiche intermestruali.( spotting)

La terapia consiste nell’exeresi del polipo, possibilmente con il suo peduncolo, per poi effettuare un’analisi istologica.

Ma vi è un’alta probabilità di recidiva per cui è consigliabile iniziare contemporaneamente cura omeopatica e/o fitoterapica.

POLIPI DELL’ENDOMETRIO

Si tratta di escrescenze peduncolate dell’endometrio,

I polipi non vanno confusi con i fibromi sottomucosi peduncolati o con l’iperplasia polipoide dell’endometrio non peduncolata.

Possono estendersi al collo dell’utero.

Vengono frequentemente diagnosticati per caso, in occasione di un esame clinico o ecografico. In certi casi si manifestano con perdite ematiche, in concomitanza con l’ovulazione o dopo un rapporto sessuale.

La diagnosi viene confermata dall’isteroscopia .  Spesso associati a polipi nasali, intestinali o delle corde vocali. La terapia deve tenere presente il fattore predisponente costituito dalla disbiosi intestinale, che va opportunamente trattata.

TERAPIA OMEOPATICA

THUYA: rimedio principale della sicosi, viene prescritto alla paziente cellulitica, con infezioni agli organi genitali croniche. E’ il rimedio tipo di tutte le neoplasie (polipi, verruche, conditomi, fibromi, ecc). L’uso di questo rimedio richiede una diagnosi molto precisa, nell’eventualità di uno stato canceroso in atto che potrebbe aggravare.

CALCAREA CARBONICA: donna obesa per sovralimentazione, freddolosa, apatica. Mestruazioni emorragiche debilitanti. Rimedio dei polipi al collo dell’utero e dell’endometrio, ma anche dei polipi intestinali, vescicali, nasali ecc. Inoltre:

TEUCRIUM MARUM: questo rimedio viene prescritto soprattutto per i polipi al naso con prurito e sinusite, ma anche per il prurito anale e genitale dovuto sia ad ossiurosi, sia alla presenza di condilomi e dei polipi uterini.

SANGUINARIA: la paziente può presentare altre ai polipi dell’utero, anche polipi retto-sigmoidei e polipi al naso. La prescrizione di questo rimedio corrisponde anche a vampate di calore, arrossamento delle guance, emicrania del fine settimana, allergie respiratorie, disturbi della digestione ecc.

NITRUM ACIDUM: rimedio essenziale delle neoplasie (conditomi, verruche, polipi) e delle ulcerazioni. La presenza di polipi peduncolati è a volte segnalata da una leucorrea color rosa, irritante, pruriginosa, o da una piccola perdita ematica intermittente, aggravata da uno sforzo fisico o dal contatto. La paziente è ansiosa, depressa, molto irritabile. Altri sintomi caratteristici: diarrea, ragadi anali.